Questo permette alle aziende italiane di iniziare a preparare idonei modelli di business, che permettano di estrarre valore aggiunto da questi dati, offrendo così servizi di consulenza o di accesso ai dati elaborati. Un esempio potrebbe essere la fruizione, mediante un sistema informativo geografico, della dislocazione degli agriturismi in Lombardia.
Un altro esempio concreto, sul quale sto lavorando (link1 e link2), è rappresentato dall'analisi dei dati pubblici messi a disposizione dal GME (Gestore dei Mercati Energetici) e riguardanti tutte le offerte in acquisto e vendita di energia elettrica sul mercato borsistico. In questo caso, gli strumenti di business intelligence messi a disposizione sono, per grande parte, derivati dagli strumenti che fisici e statistici usano ormai da molto tempo per l'analisi di fenomeni apparentemente caotici.
Passo facile da prevedere, e che porterà un grosso valore aggiunto alla semplice analisi sui dati aperti, sarà la possibilità di integrare più fonti dati. Fonti che possono essere, a loro volta, ancora dati aperti oppure dati proprietari già in possesso di società o enti di analisi socio-economiche.
La conclusione è che può convenire aprire gli occhi per non farsi trovare impreparati dalle nuove esigenze di mercato, visto che abbiamo la possibilità di anticiparli.
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